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	<title>Carlotta Cerri</title>
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		<title>Vivi con semplicità e smettila di drammatizzare</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 14:01:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[From A to Zen]]></category>

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		<description><![CDATA[Un consiglio di Leo Babauta su come smettere di drammatizzare. Credetemi, funziona! ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1153" class="wp-caption aligncenter" style="width: 440px"><a href="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2010/01/Stop-drama.jpg"><img class="size-full wp-image-1153 " title="Stop drama" src="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2010/01/Stop-drama.jpg" alt="Libera la mente e respira" width="430" height="288" /></a><p class="wp-caption-text">Respira e libera la mente</p></div>
<p>La parola &#8220;dramma&#8221; ha assunto un significato interessante in questi ultimi anni, oltre a quello già consolidato di componimento per la rappresentazione scenica. Si potrebbe descrivere così: &#8220;l&#8217;atto di ingigantire un problema di per sé piccolo&#8221;.</p>
<p>Significa fare di una cosa minuscola un problema enorme, invece di continuare semplicemente con la vita di tutti i giorni.</p>
<p>È interessante notare che &#8220;dramma&#8221; deriva dalla parola greca per &#8220;azione&#8221;, che di per sé deriva da una parola che ha il significato di &#8220;fare&#8221;. E &#8220;fare&#8221;, o agire, è proprio la soluzione per smettere di fare per tutto un &#8220;dramma&#8221;.</p>
<p>Perché drammatizzare è un problema? Per prima cosa, è inutile. Non è il caso di essere istrionici quando si possono affrontare le cose con calma e magari parlarne. Non è il caso nemmeno di essere troppo emotivi, perché si può invece respirare, eliminare le tensioni e concentrarsi sull&#8217;essere felici nel momento che si sta vivendo.</p>
<p>Il dramma complica le cose, rende grandi i problemi piccoli e sminuisce le piccole cose che dovrebbero essere davvero importanti: i piccoli piaceri, la gratitudine e la semplice esistenza meravigliosa della vita.</p>
<p>Il dramma rende la vita più complicata. Se perdete il lavoro e ne fate un dramma, rischiate di andare in depressione (non che non sia comprensibile), perdere la casa e non riuscire a trovare un nuovo lavoro — spesso a causa della depressione. Ma se invece rimanete calmi, pensando magari che avete la possibilità di un nuovo inizio, di realizzare il sogno che non avete mai avuto tempo di perseguire, di imparare nuove competenze e reinventarvi&#8230; tutto apparirà subito più semplice.</p>
<p>Se avete preso qualche chilo, invece di farne un problema enorme, uscite a fare una passeggiata e trasformate quella passeggiata in una semplice abitudine giornaliera (che si può progressivamente trasformare in corsa). E iniziate a mangiare cibi freschi — frutta, verdura, fagioli e noci — piuttosto che cibi non sani. Iniziate a cucinare a casa invece che affidarvi ai fast food. Drammatizzare servirà solo a mandarvi in depressione e a farvi ingrassare di più. Ancora prima di risolvere il problema, è importante che lo affrontiate nella maniera giusta: senza drammatizzare.  Come smettere di drammatizzare.  Quando qualcosa vi preoccupa — un collega che non fa la sua parte, un coniuge che non incontra le vostre aspettative, un figlio che non va bene a scuola come vorreste — non fatene un dramma.</p>
<p><strong>Respirate</strong><strong>.</strong> Lasciate correre. Respirate a pieni polmoni la pace del mondo. Espirate e lasciate uscire tutte le tensioni e le frustrazioni. Ripetere fino a quando sentite che siete pronti ad affrontare la situazione con calma e sguardo lucido.</p>
<p><strong>Vivete il momento presente.</strong> Quando qualcosa ci preoccupa, si tratta solitamente qualcosa che è già accaduto (nel passato) o che deve ancora accadere (nel futuro). Ora non pensate né al passato né al futuro (ci penserete più avanti, quando sarete più tranquilli e obiettivi). Ora concentratevi solo su quello che state facendo. Che sia stare davanti al computer o leggere, camminare, bere un bicchiere d&#8217;acqua, lavare i piatti, guidare. Questo è quello che state facendo in questo momento ed è l&#8217;unica cosa a cui dovete pensare. Appena sentite che la vostra mente sta ritornando al passato o al futuro, riportatela gentilmente su quello che state facendo nel momento presente. Richiede molta pratica.</p>
<p><strong>Affrontate il problema con semplicità.</strong> Cercate di affrontare la situazione con calma, nel modo più semplice che conoscete. Dimenticate ogni complicazione — agite e basta.</p>
<p>Avete troppe cose da fare? Respirate, concentratevi su quello che state facendo adesso e portatelo a termine. Una cosa per volta.</p>
<p>Odiate il vostro lavoro? Respirate, concentratevi sul momento presente e fate ciò che deve essere fatto per cambiare la situazione.</p>
<p>Qualcuno vi dà fastidio? Lasciate correre. Concentratevi su quello che state facendo nel momento presente, adesso. E cercate semplicemente di capirvi.</p>
<p>Se la tendenza al dramma affiora di nuovo, tornare al primo passo e ripete il l&#8217;esercizio.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Traduzione di Carlotta Cerri dell&#8217;articolo di Leo Babauta:<a href="http://zenhabits.net/2009/10/live-simply-and-save-the-drama-for-your-mother/" target="_blank"> Live Simply and save the drama for your mother</a>.</p>
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		<title>Sarah Jones e il suo villaggio globale</title>
		<link>http://www.carlottacerri.me/2009/12/sarah-jones-e-il-suo-villaggio-globale/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 12:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[TED talks]]></category>

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		<description><![CDATA[Performance di Sarah Jones a TED. Sottotitoli italiani di Carlotta Cerri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Istruzioni per l&#8217;uso:</p>
<ul>
<li>Cliccate &#8220;View subtitles&#8221; vicino al pulsante PLAY.</li>
<li>Scegliete &#8220;Italiano&#8221;.</li>
<li>Premete PLAY.</li>
<li>Enjoy!</li>
</ul>
<p>Chi volesse vivere l&#8217;esperienza TED, può vedere il video <a href="http://www.ted.com/talks/lang/ita/sarah_jones_as_a_one_woman_global_village.html" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Oh, dimenticavo! Per chi non li conoscesse, vi presento <a href="http://www.ted.com/pages/view/id/5" target="_blank">TED</a> e <a href="http://www.ted.com/speakers/sarah_jones.html" target="_blank">Sarah Jones</a>.</p>
<h3 style="font-size: 1.17em;">VIDEO:</h3>
<h5 style="font-size: 0.83em;">Traduzione italiana di Carlotta Cerri, revisione di Cristina Vezzaro</h5>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="446" height="326" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="bgColor" value="#ffffff" /><param name="flashvars" value="vu=http://video.ted.com/talks/dynamic/SarahJones_2009-medium.flv&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/SarahJones-2009.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=432&amp;vh=240&amp;ap=0&amp;ti=527&amp;introDuration=16500&amp;adDuration=4000&amp;postAdDuration=2000&amp;adKeys=talk=sarah_jones_as_a_one_woman_global_village;year=2009;theme=whipsmart_comedy;theme=art_unusual;theme=spectacular_performance;theme=the_creative_spark;theme=master_storytellers;theme=speaking_at_ted2009;event=TED2009;&amp;preAdTag=tconf.ted/embed;tile=1;sz=512x288;" /><param name="src" value="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" /><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="446" height="326" src="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" flashvars="vu=http://video.ted.com/talks/dynamic/SarahJones_2009-medium.flv&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/SarahJones-2009.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=432&amp;vh=240&amp;ap=0&amp;ti=527&amp;introDuration=16500&amp;adDuration=4000&amp;postAdDuration=2000&amp;adKeys=talk=sarah_jones_as_a_one_woman_global_village;year=2009;theme=whipsmart_comedy;theme=art_unusual;theme=spectacular_performance;theme=the_creative_spark;theme=master_storytellers;theme=speaking_at_ted2009;event=TED2009;&amp;preAdTag=tconf.ted/embed;tile=1;sz=512x288;" bgcolor="#ffffff" wmode="transparent" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Le Donne Vere&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 11:45:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mestiere di vivere]]></category>

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		<description><![CDATA[Davide Nonino sbriglia di nuovo la sua fantasia e questa volta chiede a tutti — uomini e donne — chi sono le donne vere? ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1132" class="wp-caption aligncenter" style="width: 440px"><a href="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/12/Carlotta-Cerri.jpg"><img class="size-full wp-image-1132 " title="Carlotta" src="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/12/Carlotta-Cerri.jpg" alt="La mia donna vera :-)" width="430" height="322" /></a><p class="wp-caption-text">La mia donna vera :-)</p></div>
<p>Un altro simpatico e coinvolgente giochino è scaturito dalla mente inarrestabile di Davide Nonino, che questa volta chiede a tutti — uomini e donne — chi sono le donne vere?</p>
<p>Chi volesse partecipare non deve fare altro che cliccare su questo <a href="http://paroleappiccicate.tumblr.com/post/258095157/ledonnevere3libriinregalo" target="_blank">link</a> e sbizzarrire la penna (ehm&#8230; la tastiera).</p>
<p>Questo è il mio più vero pensiero (e sì, lo so che le regole del gioco dicono un massimo di 6 righe, ma è anche vero che le donne vere non sempre seguono le regole&#8230; hihi!).</p>
<blockquote><p>Le donne vere sono quelle che quando si incontrano si fanno una radiografia completa da capo a piedi per studiare look e make-up delle altre; sono quelle che si guardano in ogni vetrina e fanno finta di niente se si accorgono che la vetrina è in realtà un vetro stile sala interrogatoria di un commissariato.</p>
<p>Sono quelle che una volta al mese si strafogano di dolci con la scusa delle mestruazioni; sono quelle che si prendono troppi impegni e l&#8217;influenza per portarli tutti a termine; sono quelle che mettono un calzino bucato sotto lo stivale, ma poi si lamentano se un capello non sta dove vogliono loro; sono quelle che aprono l&#8217;armadio la mattina e puntualmente dicono &#8220;non ho nulla da mettermi&#8221;; sono quelle che inconsciamente si passano una mano tra i capelli se vedono un ex fidanzato; sono quelle che si abbuffano a pranzo e la sera in palestra dicono di aver mangiato una briciola di pane in tutto il giorno; sono quelle che si lamentano e si lamentano e si lamentano quando non vogliono fare qualcosa.</p>
<p>Sono quelle che attraversano la strada su tacco 12 sorridendo come modelle e quando svoltano l&#8217;angolo, lontano dagli sguardi, si aprono in una smorfia di dolore; sono quelle che si tagliano rasandosi le gambe con il rasoio; sono quelle che comprano creme su creme in uno slancio di cura del proprio corpo e poi si dimenticano di usarle; sono quelle che tagliano la parte marcia del pomodoro e mettono il resto nell&#8217;insalata; sono quelle che tengono un finto muso al fidanzato fino a quando non lo convincono a portarle a ballare; sono quelle che ritrovano le cose solo nel loro disordine (e che le perdono quando decidono di mettere a posto); sono quelle che si tirano dietro la porta di casa e solo quando devo riaprirla la sera si rendono conto di non avere le chiavi; sono quelle che quando vedono il fidanzato pensieroso chiedono &#8220;va tutto bene?&#8221;.</p>
<p>Sono l&#8217;UCCS (ufficio complicazioni cose semplici); sono quelle che fanno un sorriso a chi le critica e poi aggiornano la loro &#8220;lista nera&#8221;; sono quelle che chiedono indicazioni stradali anche per andare da casa al supermercato dietro l&#8217;angolo… e ne vanno fiere; sono quelle iniziano a prepararsi dieci minuti prima di un appuntamento e in qualche modo riescono ad essere in orario (senza contare i consueti 15 minuti accademici); sono quelle che mentono, si arrampicano sugli specchi e fanno brutte figure pur di proteggere chi amano; sono quelle che non sanno abbinare la calza con il cerchietto, con la borsetta, con l&#8217;anello, con la cintura, con l&#8217;ombrello&#8230; ma ci provano comunque.</p>
<p>Le donne vere sono quelle che vogliono cambiare tutto di sé, eppure, sotto sotto, si piacciono così come sono. Perché, nonostante tutto, sono vere.</p>
<p>—Carlotta Cerri</p></blockquote>
<p>E aggiungerei&#8230; sono quelle che si fanno le foto da sole con Photo Booth per metterle sul profilo di Facebook. E in questo, non c&#8217;è donna più vera di me! :-P</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Per lei sa chi</title>
		<link>http://www.carlottacerri.me/2009/11/per-lei-sa-chi/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 10:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mestiere di vivere]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando meno te lo aspetti, ritornano fantasmi dal passato e portano con sé memorie di tempi lontani che regalano sorrisi e magari una lacrima. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1112" class="wp-caption aligncenter" style="width: 440px"><a href="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/11/Testimonianze-di-tempi-lontani.jpg"><img class="size-full wp-image-1112     " title="Testimonianze di tempi lontani" src="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/11/Testimonianze-di-tempi-lontani.jpg" alt="Testimonianze di tempi lontani" width="430" height="301" /></a><p class="wp-caption-text">Testimonianze di tempi lontani. La Mitica 2^ B. Prima fila, da sinistra: Maia, io, Simona, Manuela, Francesco, Alex, Sara, Annalisa, Daniela, Salvatore. Seconda fila, da sinistra: Valentina, Alessandro, Sammy, Laura, Teresa, Ivan, Eleonora, Andrea, Enrico, Emanuele.</p></div>
<p>Quando meno te lo aspetti, ritornano fantasmi dal passato e portano con sé memorie di tempi lontani che regalano sorrisi e, a volte, una lacrima.</p>
<p>Come questa amica &#8220;lontana lontana nel tempo e nello spazio&#8221; – e solo lei sa chi è – che ritorna all&#8217;improvviso con un dolce messaggio di auguri e mi riporta indietro con la mente ad un&#8217;amicizia &#8220;di una vita fa&#8221;, una delle migliori che io abbia mai avuto e che magari rincontrerò, un giorno, davanti a una vetrina.</p>
<p>Perché sì, ricordo anche io le giornate [sic] passate sul divano di casa mia a giocare a Tombi alla prima Play Station (ho cercato di ricomprare quel videogioco per anni, senza mai trovarlo. Tutti i venditori mi chiedevano confusi «Tomb Raider?» o ridevano della mia richiesta. E ogni volta pensavo che solo lei poteva capirmi).</p>
<p>O quel giorno che per scaldare del pane nel micronde abbiamo quasi dato fuoco alla cucina (ci vollero giorni perché l&#8217;odore sparisse e ore perché il fumo nero giallo smettesse il suo effetto &#8220;nebbia padana&#8221;).</p>
<p>E ricordo anche quando, con lei complice, decisi di farmi la mia prima ceretta alle gambe all&#8217;insaputa di mia madre e al primo strappo il polpaccio assunse un colore rosso aragosta (faticai a mettermi i pantaloni per settimane!).</p>
<p>O le ore passate con i musi nelle pagine bianche a cercare il numero di telefono di un ragazzo conosciuto al mare di cui sapevo solo il nome e il paese, ma di cui ero &#8220;perdutamente e irrimediabilmente innamorata&#8221;.</p>
<p>O quelle passate spiando dal balcone di casa sua il suo vicino di casa, di cui ero altrettanto &#8220;perdutamente e irrimediabilmente innamorata&#8221; (in un periodo diverso dall&#8217;altro, se la memoria non mi inganna).</p>
<p>O le nostre telefonate chilometriche (a volte lunghe giorni interi) che convinsero mia madre a togliere il telefono in casa per contenere la bolletta (tutto inutile, abitavamo troppo vicine per rimanere lontane).</p>
<p>Quello che forse lei non sa è che ancora oggi mi sorprendo in un sorriso quando passo davanti al portone della sua vecchia casa e che, anche se apparentemente &#8220;assente e distaccata&#8221;, anche io guardo silenziosa le sue foto online e assisto immobile alle sue trasformazioni. E penso che bella persona è diventata.</p>
<p>E questo è l&#8217;unico modo che conosco per ringraziarla di avermi dimostrato, con questo suo dolce ed inaspettato pensiero, che le persone sanno ancora stupirmi. Grazie, uno dei più bei regali di compleanno.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I regali per il mio 24esimo compleanno</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 09:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mestiere di vivere]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi nella cassetta delle mail ho trovato gli auguri di buon compleanno di Banca Sella, Vodafone Italia, Skype e InfoJobs.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1103" class="wp-caption aligncenter" style="width: 440px"><a href="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/11/Auguri-da-Vodafone.jpg"><img class="size-full wp-image-1103 " title="Auguri da Vodafone" src="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/11/Auguri-da-Vodafone.jpg" alt="Auguri da Vodafone! :-D" width="430" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Auguri da Vodafone! :-D</p></div>
<p>Oggi compio 24 anni. Not a big deal. È dal giorno in cui ne ho compiuti 23 che dico (inconsciamente) a destra e a manca che ne ho 24. E altrettanto inconsciamente ieri — a chi mi ha chiesto quanti ne compivo — ho risposto: &#8220;25. Mmm, no&#8230; 24!&#8221; con gran sorpresa del mio interlocutore, intenerito di fronte a tanta spontaneità.</p>
<p>Ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
<p>Oggi mi sveglio, leggo il Buongiorno di Gramellini (100 euro??? Povera Italia&#8230;) e sfoglio le mie e–mail. Tra le altre, tenerissime, di amici che mi fanno gli auguri, trovo mail di &#8220;Buon Compleanno&#8221; da parte di Banca Sella, Vodafone Italia, Skype e InfoJobs.</p>
<p>1. Banca Sella mi regala una carta Sella Money ricaricabile a metà prezzo. La carta ce l&#8217;ho già (essendo fedele e soddisfatta cliente di Sella), ma quello che mi fa sorridere è che la carta costa 7€ (almeno quando la comprai io)&#8230; avrebbero potuto fare uno sforzo e regalarmela a prezzo pieno! Ma va be&#8217;, chissà quanti clienti compiono gli anni ogni giorno&#8230; mica voglio la rovina della mia banca preferita!</p>
<p>2. InfoJobs. Questo è un servizio spagnolo (credo solo spagnolo) per trovare lavoro a cui mi ero iscritta decenni fa, quando ero ancora mezza disoccupata. Anche loro mi fanno gli auguri ¡Feliz Cumpleaños! e mi regalano un servizio chiamato Inscripción Premium che permette di seguire lo stato della tua candidatura ad un lavoro (quando l&#8217;azienda guarda il tuo CV, etc.). Ovviamente vado per vedere se funziona e, tada!, funziona. Non mi servirà, ma grazie del pensiero!</p>
<p>3. Skype. Questo mi ha fatto ridere! Mi hanno fatto gli auguri per poi chiedermi se volevo aiutarli a migliorare il loro servizio rispondendo ad un breve questionario. Essendo cliente affezionata di Skype (come vivrei senza Skype lontana dalla mia terra!) non ci penso due volte e clicco il link. Mi chiedono quanto anni ho, il sesso (nessun dettaglio, fortunatamente ;-) e dopo una breve attesa, mi rimandano ad una pagina con il seguente messaggio:</p>
<blockquote><p>Sondaggio completato &#8211; Grazie</p>
<p>Grazie per le sue risposte, tuttavia abbiamo raggiunto il numero desiderato di intervistati della sua categoria. Grazie di nuovo!</p></blockquote>
<p>Non sono interessati alla mia&#8230; categoria. E va be&#8217;.</p>
<p>4. Dulcis in fundo. Vodafone Italia. Premetto che non utilizzo questa SIM da mesi e che il mio saldo sarà quasi sicuramente a zero. Vodafone mi fa i consueti auguri (personalizzati per di più&#8230; &#8220;Auguri CARLOTTA!&#8221;) e poi scrive:</p>
<blockquote><p>Ricevere il tuo regalo è semplice:</p>
<p>* entra in www.vodafone.it, inserisci username e password e accedi alla tua Area personale   &#8220;190 Fai da te&#8221;;<br />
* clicca sulla voce Servizi e Promozioni e scegli, per ogni SIM, uno dei servizi o delle promozioni   per cui compare la scritta &#8220;GRATIS per te!&#8221;;</p></blockquote>
<p>Bello, grazie. Di nuovo per curiosità — sì, sono curiosa — ci provo. Dopo dieci minuti spesi in milioni di tentativi alla ricerca di questo &#8220;GRATIS (maiuscolo!) per te!&#8221; nell&#8217;area Fai da te, mi arrendo. Non c&#8217;è nessun regalo. Sto per chiudere quando vedo un minuscolo testo in fondo alla pagina che dice qualcosa del tipo: «l&#8217;offerta non è valida per i clienti aziendali e per chi ha credito pari a zero». E–va–be&#8217;!</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;unico Modo per Diventare Incredibilmente Grandi In Qualcosa</title>
		<link>http://www.carlottacerri.me/2009/11/lunico-modo-per-diventare-incredibilmente-grandi-in-qualcosa/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 13:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[From A to Zen]]></category>

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		<description><![CDATA[«Tutti hanno talento, si tratta solo di cercare il proprio fino a quando non lo si trova». – George Lucas]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>«Solo chi si dedica ad una causa con tutte le sue forze e tutta la sua anima, può diventare un vero maestro. Per questo motivo la maestria richiede tutto di una persona». &#8211; Albert Einstein</p></blockquote>
<div id="attachment_1095" class="wp-caption aligncenter" style="width: 440px"><a href="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/11/Limportante-è-crederci.JPG"><img class="size-full wp-image-1095 " title="L'importante è provarci" src="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/11/Limportante-è-crederci.JPG" alt="L'importante è provarci" width="430" height="305" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;importante è provarci</p></div>
<p>Molto spesso si vedono post su blog o libri che insegnano a &#8220;padroneggiare&#8221; una competenza in soli 10 giorni o 3 giorni&#8230; una volta si diceva ci volessero 30 giorni, ma il tempo impiegato per padroneggiare qualcosa sembra diminuire rapidamente.</p>
<p>Ho visto tutorial che pretendevano di poter insegnare un&#8217;abilità nel giro di poche ore. Molto presto vorremmo imparare a fare qualcosa in pochi secondi.</p>
<p>Padronanza istantanea di abilità e conoscenze! Voilà!</p>
<p>Purtroppo, la realtà è meno magica di come vogliono vendercela. O magari dovrei dire &#8220;per fortuna&#8221;.</p>
<p>C&#8217;è solo un modo per diventare bravi in qualcosa:</p>
<p><strong>1. </strong>Primo, si deve imparare leggendo o ascoltando altri che sanno come farlo, ma soprattutto facendolo noi stessi.<strong> 2.</strong> Farlo un po&#8217; di più. A questo punto inizierete a capire, ma non sarete bravi. Questa fase potrebbe richiedere mesi. <strong> 3.</strong> Farlo un po&#8217; di più. Dopo un paio di anni, sarete bravi. <strong> 4. </strong>Farlo un po&#8217; di più. Se imparate dai vostri errori e, anzi, non avete paura di commetterne, passerete da bravi a grandiosi.</p>
<p>Ci vogliono 6-10 anni per arrivare ad essere grandi in qualcosa, a seconda di come e di quanto spesso lo si fa. Alcuni dicono che ci vogliono 10.000 ore per padroneggiare una competenza, ma io penso che dipenda da persona a persona, dalle capacità personali e altri fattori.   Volete essere grandi scrittori? È possibile diventarlo in pochi anni, se avete il talento di natura di Fitzgerald o di Shakespeare, ma la maggior parte delle persone fatica per oltre un decennio, per poi sentire che vuole ancora migliorare. Ma anche se state ancora imparando, tornate con la mente ai vostri primi anni di scrittura — di qualsiasi genere — e consolatevi nel vedere quanto eravate scarsi allora.</p>
<p>Volete essere grandi blogger? Stessa cosa. Lo sono da quasi tre anni e ancora mi giudico soltanto competente. Gruber lo ha fatto per 7 anni e lui è ancora solo&#8230; be&#8217;, lui è abbastanza grande oggigiorno.Dovete provarci, commettere errori, imparare, cominciare davvero a capire e, un giorno, se perseguite, sarete grandi.</p>
<p>Non esiste nessuno che sia grandioso nella sua professione senza aver praticato per almeno 6 anni — nessun designer, nessun programmatore, non falegname, nessun architetto, nessun chirurgo, nessun insegnante, nessun musicista, nessun artista&#8230; insomma, avete capito. Vi sfido a nominarne uno. La maggior parte ci ha lavorato per oltre un decennio e sta ancora cercando di migliorare.</p>
<p>Richiede desiderio, richiede mordente, richiede molto, molto lavoro.</p>
<p>Quindi, il messaggio è questo: non scoraggiatevi se siete appena agli inizi. Divertitevi, come abbiamo fatto tutti all&#8217;inizio. Se vi divertite, imparerete ad amarlo ed è allora che scatta qualcosa. Quando si ama qualcosa, lo si vuole fare sempre, anche a tarda notte e, spesso, vi butterà giù dal letto prestissimo per cominciare ancora prima di colazione.</p>
<p>Ecco come si diventa grandi. Amando così tanto qualcosa che perfino la colazione passa in secondo piano.</p>
<blockquote><p>«Tutti hanno talento, si tratta solo di cercare il proprio fino a quando non lo si trova». &#8211; George Lucas</p></blockquote>
<p>Trovate quel desiderio. Mettetelo in pratica, non leggetene solamente. Non comprate prodotti o libri o riviste che pubblicizzano di potervi insegnare qualcosa in pochi minuti, ore, giorni. Vi stanno mentendo e lo fanno con le mani già nel vostro portafoglio.</p>
<p>Mettetelo in pratica, continuare a provarci, poi continuate ancora un po&#8217;. È l&#8217;unico modo per diventare grandi, ma la buona notizia è: chiunque può farlo. Ci vuole solo tempo e qualche sforzo. Voilà.</p>
<blockquote><p>«Quando il mondo ti dice: &#8220;Arrenditi&#8221;,  la speranza sussurra: &#8220;Provaci ancora un volta&#8221;». ~ Anonimo</p></blockquote>
<p>Questa è la traduzione di un post di <a href="http://zenhabits.net/about/" target="_blank">Leo Babauta</a>: <a href="http://zenhabits.net/2009/11/the-only-way-to-become-amazingly-great-at-something/" target="_blank">The Only Way To Become Amazingly Great At Something</a></p>
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		<title>Jane Goodall su cosa ci separa dalle scimmie</title>
		<link>http://www.carlottacerri.me/2009/11/jane-goodall-ecco-cosa-ci-separa-dalle-scimmie/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 14:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[TED talks]]></category>

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		<description><![CDATA[Con questo video sono entrata ufficialmente a far parte del team di traduttori TED.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è il primo video che ho sottotitolato per TED. Prendetene e diffondetene tutti. ;-)</p>
<p>Istruzioni per l&#8217;uso:</p>
<ul>
<li>Cliccate &#8220;View subtitles&#8221; vicino al pulsante PLAY.</li>
<li>Scegliete &#8220;Italiano&#8221;.</li>
<li>Premete PLAY.</li>
<li>Enjoy!</li>
</ul>
<p>Chi volesse vivere l&#8217;esperienza TED, può vedere il video <a href="http://www.ted.com/talks/lang/ita/jane_goodall_on_what_separates_us_from_the_apes.html" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Oh, dimenticavo! Per chi non li conoscesse, vi presento <a href="http://www.ted.com/pages/view/id/5" target="_blank">TED</a> e <a href="http://www.ted.com/speakers/jane_goodall.html" target="_blank">Jane Goodall</a>.</p>
<h3>VIDEO:</h3>
<h5>Traduzione italiana di Carlotta Cerri, revisione di Pierfranco Fasola</h5>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="446" height="326" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="bgColor" value="#ffffff" /><param name="flashvars" value="vu=http://video.ted.com/talks/dynamic/JaneGoodall_2002-medium.flv&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/JaneGoodall-2002.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=432&amp;vh=240&amp;ap=0&amp;ti=11&amp;introDuration=16500&amp;adDuration=4000&amp;postAdDuration=2000&amp;adKeys=talk=jane_goodall_on_what_separates_us_from_the_apes;year=2002;theme=africa_the_next_chapter;theme=animals_that_amaze;theme=inspired_by_nature;theme=a_greener_future;theme=evolution_s_genius;event=TED2002;&amp;preAdTag=tconf.ted/embed;tile=1;sz=512x288;" /><param name="src" value="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" /><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="446" height="326" src="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" flashvars="vu=http://video.ted.com/talks/dynamic/JaneGoodall_2002-medium.flv&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/JaneGoodall-2002.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=432&amp;vh=240&amp;ap=0&amp;ti=11&amp;introDuration=16500&amp;adDuration=4000&amp;postAdDuration=2000&amp;adKeys=talk=jane_goodall_on_what_separates_us_from_the_apes;year=2002;theme=africa_the_next_chapter;theme=animals_that_amaze;theme=inspired_by_nature;theme=a_greener_future;theme=evolution_s_genius;event=TED2002;&amp;preAdTag=tconf.ted/embed;tile=1;sz=512x288;" bgcolor="#ffffff" wmode="transparent" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>La breve ma efficace guida per trovare la tua vera passione</title>
		<link>http://www.carlottacerri.me/2009/11/la-breve-ma-efficace-guida-per-trovare-la-tua-vera-passione/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 11:33:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[From A to Zen]]></category>

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		<description><![CDATA[Seguire la propria passione può essere difficile. Ma capire quale sia questa passione può essere ancora più difficile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>«La realizzazione suprema è confondere la linea di confine tra lavoro e gioco». &#8211; Arnold Toynbee</p></blockquote>
<div id="attachment_1060" class="wp-caption aligncenter" style="width: 440px"><a href="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/11/IMG_4048.jpg"><img class="size-full wp-image-1060 " title="Fare ciò che si ama è la chiave della felicità" src="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/11/IMG_4048.jpg" alt="Fare ciò che si ama è la chiave della felicità" width="430" height="284" /></a><p class="wp-caption-text">Fare ciò che si ama è la chiave della felicità</p></div>
<p>Seguire la propria passione può essere difficile. Ma capire quale sia questa passione può essere ancora più difficile.</p>
<p>Io sono fortunato — ho trovato la mia passione e la sto vivendo. Posso testimoniare che essere in grado di guadagnarsi da vivere facendo ciò che si ama è una sensazione meravigliosa.</p>
<p>Per questo, in questa breve guida, mi piacerebbe aiutarvi a iniziare a capire quello che vi piace fare. Questo è uno dei problemi più comuni tra i lettori di Zen Habits — compresi molti che mi hanno recentemente risposto su Twitter.</p>
<p>Questa guida vi spronerà ad alzarvi dal letto al mattino e gridare: «Sono vivo! Lo sento dentro di me!». E nel farlo, spaventare magari i vostri familiari o chiunque capiti a distanza di urlo.</p>
<p>Questa guida non è completa e non troverà la vostra passione per voi. Ma vi aiuterà nel vostro viaggio per trovarla.</p>
<p>Ecco come.</p>
<p><strong>1. Che cosa sei bravo a fare?</strong> A meno che non abbiate appena iniziato, avete sicuramente qualche abilità o talento o avete dimostrato un qualche tipo di predisposizione naturale. E anche se siete solo agli inizi, un qualche talento potrebbe essersi già manifestato quando eravate più giovani, perfino nella scuole elementari. Siete sempre stata bravi scrittori, oratori, disegnatori, organizzatori, costruttori, insegnanti, amici? Siete sempre stati bravi a trovare idee, riunire le persone, fare giardinaggio o a vendere? Pensateci. Prendetevi almeno 30 mezz&#8217;ora per rispondere a questa domanda — spesso ci dimentichiamo delle cose che in passato abbiamo fatto bene. Ripensate al passato, il più indietro possibile, ai posti di lavoro, ai progetti, agli hobby. Questa potrebbe essere la vostra passione. Oppure più di una. Scrivete una lista di possibili candidati.   2. Che cosa ti entusiasma? Potrebbe essere qualcosa a lavoro — una piccola parte del vostro lavoro che vi piace particolarmente. Potrebbe essere qualcosa che fate al di fuori del lavoro — un hobby, un secondo lavoro, qualcosa che fate da volontari o genitori o coniugi o amici. Potrebbe essere qualcosa che non fate da un bel po&#8217; di tempo. Di nuovo, pensate a questo per mezz&#8217;ora o almeno un quarto d&#8217;ora. Se non lo fate, vi state probabilmente prendendo in giro. Aggiungete qualsiasi risposta alla vostra lista.</p>
<p><strong>3. Che cosa leggi?</strong> Che cosa leggi per ore online? Quali riviste non vedi l&#8217;ora di leggere? Quali blog segui? In quale sezione della libreria tendi a fermarti? Qui potrete trovare molti interessi — aggiungeteli alla lista.</p>
<p><strong>4. Qual è il tuo sogno nascosto?</strong> Potrebbe esserci qualche lavoro che avete sempre sognato di fare — essere uno scrittore, un artista, un designer, un architetto, un medico, un imprenditore, un programmatore. Ma qualche paura, qualche dubbio, vi ha sempre fermati e convinti a respingere questa idea. Magari ce ne sono più di una. Aggiungetele alla lista — non importa quanto irrealistiche siano.</p>
<p><strong>5. Impara, chiedi, prendi appunti</strong><strong>. </strong>OK, avete una lista. Scegliete una cosa sulla lista che vi stimola particolarmente. Questo è il vostro primo candidato. Ora leggete di questo, parlatene con le persone che hanno avuto successo in questo campo (attraverso i loro blog, se ne hanno, o scrivendo una e-mail). Fate una lista di appunti di cose che dovete imparare, migliorare, di competenze che volete padroneggiare, di persone con cui parlare. Studiatela, ma non aspettate troppo a lungo prima di tuffarsi nella fase successiva.</p>
<p><strong>6. Sperimenta, prova. </strong>Questa è la parte in cui si svolge realmente l&#8217;apprendimento. Se non l&#8217;avete ancora fatto, iniziate a fare la cosa che avete scelto. Magari la state già facendo, nel qual caso potete passare alla fase successiva o scegliere un secondo candidato da provare. Ma se non lo avete ancora fatto, iniziate ora — fatelo senza pensarci più su. Potete farlo tra le quattro mura di casa, ma rendetelo pubblico come potete il prima possibile. Questo motiva a migliorare, vi dà dei feedback e la vostra reputazione migliorerà. Fate attenzione a come vi sentite — è qualcosa che non vedete l&#8217;ora di fare, che vi emoziona, che vi piace condividere?</p>
<p><strong>7. Riduci. </strong>Vi consiglio di scegliere 3-5 cose sulla vostra lista (sempre che ne contenga di più) e ripetete le fasi 5 e 6 per ognuna di esse. Questo potrebbe richiedere mesi o magari, invece, le avete già studiate e sperimentate. Ora, questo è ciò che dovete chiedervi: che cosa vi entusiasma di più? Quale di queste cose può produrre qualcosa che la gente ama ed è disposta a comprare? Quale di queste cose vi vedete fare per anni (anche se non è una carriera tradizionale)? Sceglietene una, o due al massimo, e concentratevi su quella. Con questa cosa passerete alle fasi successive in questa guida: eliminare le vostre paure, trovare il tempo e creare una carriera, se possibile. Se non dovesse funzionare, potete provare con la prossima scelta sulla vostra lista — non dobbiamo vergognarsi a provare e fallire, perché ci tutto ci dà insegnamenti preziosi che ci aiutano ad avere successo al prossimo tentativo.</p>
<p><strong>8. Elimina le tue paure.</strong> Questo è il più grande ostacolo per la maggior parte delle persone — il dubbio e la paura del fallimento. Ora lo affronterete e lo metterete a tacere. In primo luogo, prendetene atto invece di ignorarlo o negarlo. In secondo luogo, scrivetelo, esternatelo. Terzo, percepitelo e decidete che va bene avere dubbi e paure. Quarto, chiedetevi: «Qual è la cosa peggiore che può succedere?». Di solito non è nulla di catastrofico. Quinto, preparatevi per provarci comunque e provateci. Fate piccoli passi, più piccoli possibili, e dimenticatevi di quello che potrebbe succedere — concentratevi su ciò che realmente sta accadendo, in questo momento. E infine celebrate il vostro successo, non importa quanto piccolo sia.</p>
<p><strong>9. Trova il tempo.</strong> Non avete tempo per seguire questa passione? Trovate tempo, maledizione! Se questa è una priorità, troverete il tempo — riorganizzate la vostra vita fino a quando avete il tempo. Questo potrebbe significare svegliarsi prima al mattino o farlo dopo il lavoro o nella pausa pranzo o durante il fine settimana. Significherà probabilmente annullare qualche impegno, semplificare il tran tran lavorativo o fare molto del lavoro in anticipo (come quando dovete andare in vacanza). Fate tutto quello che serve per seguire una passione.</p>
<p><strong>10. Come guadagnarsi da vivere con la propria passione. </strong>Ciò non succede in una notte. Dovete fare qualcosa, essere bravi a farlo e appassionarvici. Ciò potrebbe richiedere mesi o anni, ma la cosa più importante è che vi divertiate. Quando arrivate al punto in cui qualcuno è disposto a pagare per la vostra passione, allora ce l&#8217;avete fatta — ci sono molti modi per guadagnarsi da vivere a quel punto, lavorare come freelance o fare un lavoro di consulenza, realizzare prodotti di informazione, come ebooks, scrivere un blog e vendere la pubblicità. In realtà, vi consiglio di creare un blog se lo avete già — vi aiuterà a consolidare il vostro pensiero, costruirvi una reputazione, trovare persone interessate in quello che fate, dimostrare la vostra conoscenza e passione.</p>
<p>Ve l&#8217;ho detto che non sarebbe stato facile. Richiederà molta riflessione e analisi di coscienza, all&#8217;inizio, e poi molto coraggio, apprendimento, sperimentazione e, infine, molto impegno.</p>
<p>Ma ne varrà la pena — ogni secondo, ogni grammo di coraggio e di impegno. Perché alla fine, avrete qualcosa che trasformerà la vostra vita in molti modi, vi darà un motivo per saltare giù dal letto, vi renderà felici, indipendentemente da quanto guadagnate.</p>
<p>Spero che seguiate questa guida e troviate successo, perché ad ognuno di voi non auguro nient&#8217;altro che trovare la vostra vera passione.</p>
<blockquote><p>«Scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare un solo giorno nella tua vita». &#8211; Confucio</p></blockquote>
<p>Questa è la traduzione del post scritto da <a href="http://zenhabits.net/about/" target="_blank">Leo Babauta</a>: <a href="http://zenhabits.net/2009/11/the-short-but-powerful-guide-to-finding-your-passion/" target="_blank">The Short but Powerful Guide to Finding Your Passion</a></p>
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		<title>La gerarchia degli aggettivi in inglese</title>
		<link>http://www.carlottacerri.me/2009/11/la-gerarchia-degli-aggettivi-in-inglese/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 17:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lingos&Co]]></category>

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		<description><![CDATA[Per assurdo, questa maledetta gerarchia fu per me la cosa più difficile da imparare, ricordare ed usare di tutta la grammatica inglese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche tempo fa, trovai questo articolo di una certa Ruth Walker sul CSMonitor riguardo la gerarchia degli aggettivi nella lingua inglese (in che ordine si usano gli aggettivi davanti ad un nome), che mi colpì perché — per assurdo — quella maledetta gerarchia fu per me la cosa più difficile da imparare, ricordare ed usare di tutta la grammatica inglese.</p>
<p>Sfortunatamente, quell&#8217;articolo, per un curioso quanto misterioso evolversi di eventi, non è più online. Fortunatamente, quel giorno ebbi la geniale idea di fare uno snapshot della pagina e quindi io — e solo io o forse anche la Walker — l&#8217;articolo ce l&#8217;ho ancora sotto forma di foto.</p>
<p>Non può, quindi, che entrare a far parte del mio mondo di Lingos&amp;Co.</p>
<p>Eccolo qui, tradotto. E un grazie a Ruth Walker, che ho scoperto poi scrivere di lingua per professione e i suoi articoli sono un must tra le mie surfate quotidiane sul mare del web.</p>
<h4>REGOLE CHE NESSUNO INSEGNA, MA TUTTI IMPARANO</h4>
<p><em>di Ruth Walker</em></p>
<p>Tempo, modo, luogo. Tempo, modo, luogo.</p>
<p>Questa era la formula mnemonica che imparai al liceo per decidere l&#8217;ordine diavverbi e frasi avverbiali nella frase in tedesco. «Io adoro in estate con te sul Reno andare in barca a vela». Il complemento di tempo («in estate») è seguito da quello di modo («con te») e di luogo («sul Reno»).</p>
<p>Suonava tremendamente sbagliato. L&#8217;unico modo per impararlo sembrava essere quello di memorizzare la regola. Accidenti! Noi non abbiamo regole di questo tipo in inglese — o sì?</p>
<p>Magari il fatto che questa frase suoni così sbagliata in inglese significa che anche in inglese ci sono simili regole — semplicemente diverse da quelle tedesche. Questo pensiero mi accese una lampadina in testa.</p>
<p>Negli anni seguenti, scoprii che la mia intuizione era giusta. L&#8217;inglese e, presumo, le altre lingue sono piene di regole che nessuno insegna — almeno non ai parlanti nativi — ma che tutti imparano.</p>
<p>Prendiamo ad esempio questa frase: «In the park today, we saw six gorgeous immaculately restored antique flame-red Italian racing cars» (Oggi, al parco, abbiamo visto sei meravigliose macchine da corsa da rosso fiammante, antiche ma restaurate in maniera immacolata, <em>ndt</em>). Questa è davvero una bella sfilata di aggettivi che, nella frase, seguono una gerarchia ben lontana da «tempo, modo, luogo».</p>
<p>Una volta lessi la domanda di un lettore sul Copy Editor: «Ho a che fare con molti parlanti non nativi di lingua inglese e una domanda che spesso salta fuori è quale ordine deve seguire una lista di aggettivi o avverbi. Noi (editori) sappiamo dire &#8220;21 large green tables&#8221; (21 tavoli verdi grandi, <em>ndt</em>), ma perché non dire invece &#8220;green large 21 tables&#8221;? O &#8220;21 green large tables&#8221;? Esiste una regola?». Wendalyn Nichols, editore di Copy Editor, rispose: «Sì, esiste un ordine standard per gli aggettivi e lo può trovare nei dizionari o nei libri di testo di lingua inglese come seconda lingua».</p>
<p>Nichols propone una tabella che mostra la gerarchia dei modificatori: determinante, qualità, grandezza, età, colore, origine, materiale. E propone alcuni esempi: a colorful new silk scarf (una nuova sciarpa di seta colorata, <em>ndt</em>); that silver Japanese car (quella macchina giapponese grigio metallizzato, <em>ndt</em>). Guardando un paio di altre tabelle, ho poi scoperto che questa è la gerarchia più comune:</p>
<p style="text-align: center;">opinione :: grandezza :: età :: forma :: colore :: origine :: materiale :: scopo</p>
<p style="text-align: left;">Non tutte le frasi hanno un aggettivo per ogni categoria. Ma questo è l&#8217;ordine che gli aggettivi dovrebbero seguire. Quindi «little old lady» (piccola signora anziana, <em>ndt</em>) o «angry young man» (giovane arrabbiato, <em>ndt</em>) sono due frasi che mostrano l&#8217;ordine degli aggettivi in inglese. «Little» (grandezza) viene prima di «old» (età). E «angry» è un esempio di quello che nelle tabelle definiscono aggettivo di opinione — uno dei modificatori che sembrano essere meno essenziali di quelli che si riferiscono a età o origine, ad esempio.</p>
<p style="text-align: left;">[...] Se gli aggettivi sono disposti nell&#8217;ordine giusto non c&#8217;è nemmeno bisogno di dividerli con una virgola. [...] Troppe virgole sono, a volte, indice di una prosa che non scorre molto bene.</p>
<p style="text-align: left;">[...] Non avevo idea che queste regole esistessero, eppure già le conoscevo.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Troppo vecchi per dolcetto o scherzetto?</title>
		<link>http://www.carlottacerri.me/2009/11/troppo-vecchi-per-dolcetto-o-scherzetto/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 16:19:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mestiere di vivere]]></category>

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		<description><![CDATA[Era il 24 ottobre e il primo post sul blog di Marco Arment esordiva con questa storiella divertente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In una delle mie googlate folli dettate dalla noia, sono finita sul blog di Marco Arment, una delle menti dietro a <a href="http://www.tumblr.com/" target="_blank">Tumblr</a>.</p>
<p>Era il 24 ottobre e il primo post sul suo blog esordiva con una breve storiella divertente che traduco qui, in omaggio a tutti quelli che ad Halloween si divertono/divertivano a travestirsi — me compresa (in quale tempo verbale lo lascio scegliere a voi).</p>
<blockquote><p>Sono cresciuto in una cittadina universitaria. Una volta, ad Halloween, il citofono di casa suonò e noi aprimmo sicuri di trovarci di fronte dei ragazzini per il solito &#8220;Dolcezzo o scherzetto&#8221; — invece ci trovammo di fronte un&#8217;altra porta, con una scritta: «Bussare, prego». Bussammo e la porta si spalancò rivelando un gruppo di studenti universitari vestiti da vecchie nonne, con tanto di bigodi nei capelli, che cominciarono a bisbigliare quanto carini fossero i nostri «costumi» e che «teneri ragazzini» fossimo noi. Uno mi diede persino un pizzicotto sulla guancia. Poi LORO diedero a NOI delle caramelle, chiusero la porta, la sollevarono e proseguirono verso la casa dei vicini.</p></blockquote>
<p><span style="color: #b07760;">Traduzione della risposta di </span><a style="text-decoration: none;" href="http://www.metafilter.com/user/38831" target="_blank"><span style="color: #79e3c6;">np312</span></a><span style="color: #b07760;"> alla domanda </span><a style="text-decoration: none;" href="http://ask.metafilter.com/134344/Are-we-too-old-to-trick-or-treat#1919877" target="_blank"><span style="color: #79e3c6;">Are we too old to trick or treat?</span></a><span style="color: #b07760;"> (via </span><a style="text-decoration: none;" href="http://www.kungfugrippe.com/post/204206094/are-we-too-old-to-trick-or-treat-ask-metafilter" target="_blank"><span style="color: #79e3c6;">Merlin</span></a><span style="color: #b07760;">, </span><a style="text-decoration: none;" href="http://a.wholelottanothing.org/" target="_blank"><span style="color: #79e3c6;">A Whole Lotta Nothing</span></a><span style="color: #b07760;">).</span></p>
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