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	<title>Carlotta Cerri &#187; Recensioni</title>
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		<title>Cappuccino ad opera d&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 11:39:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Jina Bolton raccoglie i cappuccini più artistici in una mostra virtuale sul sito ART IN MY COFFEE!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_980" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.flickr.com/photos/naturallyabel/3876812608/in/pool-65503047@N00" target="_blank"><img class="size-full wp-image-980  " title="Caffé" src="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/09/Caffé.jpg" alt="Foto: nicely85 su Flickr" width="400" height="358" /></a><p class="wp-caption-text">Foto: &quot;Bang Fo&#39; Yo&#39; Buck&quot;, nicely85 su Flickr</p></div>
<p>Da italiana verace, non posso non condividere <a href="http://artinmycoffee.com/" target="_blank">ART IN MY COFFEE!</a>.</p>
<p><a href="http://sushiandrobots.com/" target="_blank">Jina Bolton</a> – web designer, programmatrice, oratrice, autrice e artista con base a San Francisco (così si decrive lei, io aggiungerei un &#8220;talentuosa&#8221; all&#8217;inizio della lista – raccoglie qui i cappuccini più&#8230; artistici che trova sulla rete o che le vengono serviti nei bar in cui capita.</p>
<p>Ma non è solo lei a curare questa divertente e curiosa &#8220;mostra&#8221; virtuale: chiunque può inserire una foto sul sito cliccando &#8220;Submit a photo at&#8230;&#8221; e scrivendo Paese/regione/città/bar dove è stata scattata la foto e, se lo ricordate, il nome del barista autore del cappuccino.</p>
<p>Che cosa aspettate? Non c&#8217;è posto migliore dell&#8217;Italia per scovare cappuccini ad opera d&#8217;arte e aggiungere capolavori alla &#8220;mostra&#8221; di Jina.</p>
<p>Happy hunting to everybody!</p>
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		<title>Simon Schubert alla upstairs berlin</title>
		<link>http://www.carlottacerri.me/2009/05/simon-schubert-alla-upstairs-berlin/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 09:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[La genialità si esprime in così tanti modi. Oggi vi regalo un'opportunità di vedere la nascita di una stella nel firmamento dell'arte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_787" class="wp-caption aligncenter" style="width: 440px"><a href="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/05/treppe-abwarts.jpeg"><img class="size-full wp-image-787   " title="Simon Schubert: Treppe abwärts (Scale in discesa)" src="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/05/treppe-abwarts.jpeg" alt="Treppe abwärts (Scale in discesa)" width="430" height="317" /></a><p class="wp-caption-text">Simon Schubert: Treppe abwärts (Scale in discesa)</p></div>
<p>La genialità si esprime in così tanti modi. Oggi vi regalo un&#8217;opportunità – così come l&#8217;hanno regalate a me – di vedere la nascita di una stella nel firmamento dell&#8217;arte – se ne esiste uno.</p>
<p>Guardate l&#8217;immagine qui sopra. A prima vista, sono linee senza un senso, un astratto gioco di ombre e sfumature. A seconda vista, si delinea una scala al fondo della quale si apre un piccolo atrio. La ruota di un cornicione in primissimo piano.</p>
<p>Sembrerebbe un bel disegno a matita, un&#8217;abile mano che ben sa sfruttare le tonalità del grigio per creare la sua personale arte. Uno come tanti. Bravo, ma bravo come tanti.</p>
<p>Ora riguardate l&#8217;immagine. E, per favore, lasciatevi scappare un <em>wow</em> nel momento in cui vi dico che, per quanto ne so, questo ragazzo può non aver mai visto una matita. Ma dategli della carta – semplice carta – e lui vi regalerà pura arte.</p>
<p>Esatto. Questo disegno è interamente realizzato piegando un foglio di carta. Nessun tratto di matita, nessuno strumento particolare, nemmeno una bacchetta magica. Solo mani e carta. Affascinante. Tanto da rimanere interi minuti a guardare un&#8217;immagine, coglierne le sfumature – che paradossalmente non esistono – immaginare angoli, curve e ombre prendere forma sulla carta, <em>nella</em> carta.</p>
<p>Lui è Simon Schubert e mi piace pensare che questa sia la sua interpretazione dell&#8217;arte dell&#8217;Origami.</p>
<p>La sua prima personale <em>In Apnoesie</em> alla galleria upstairs berlin è una stanza al primo piano. Soffiti e pareti sono rivestiti con pannelli di carta piegata nei quali sono integrate le opere di carta piegata vere e proprie. Da lontano sembrano superfici bianche e rettangolari. Anonime. Solo a meno di due metri di distanza, questi capolavori emergono in tutto il loro fascino e con una forte plasticità tridimensionale vi portano in case maestose e solitarie, lunghi corridoi, scale a chiocciola e atrii di specchi.</p>
<p>Il bianco candido della carta che vi circonda è subito contrastato – quasi minacciato – dalle sculture in bianco e nero sparse per la stanza. Mani che sbucano dal pavimento, bambini in cerchio che si guardano con occhi inesistenti, facce che scompaiono dietro lunghi capelli opachi, una ragazzina ricoperta di piume e umanizzata solo dalla sua silhoutte, oggetti con buchi scuri da cui spiare per entrare in altre stanze piegate nella carta bianca.</p>
<p>Solitudine, isolamento, perdita. La scomparsa intesa come cancellazione dell&#8217;io fisico e psicologico. Questa è la sensazione, a riprova di un pensiero che sovente si insinua in me: la vera arte nasce sempre dal dolore.</p>
<p>Per gli appassionati, vale una trasferta – entro e non oltre il 27 giugno. Per info è possibile scrivere a press@upstairs-berlin.com o contattare Signe Karkow al numero 030-209 157 90. Valida anche un&#8217;occhiata al sito della galleria <a href="http://www.upstairs-berlin.com">www.upstairs-berlin.com</a>.</p>
<p>Per chi deve rinunciare alla trasferta, vi invito ad una &#8220;mostra&#8221; virtuale sul <a href="http://www.simonschubert.de/papierarbeiten.html">sito personale di Schubert</a>. Cliccate su Arbeiten (il sito è solo in tedesco, ma i curiosi troveranno la strada) ed enjoy!</p>
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		<title>Mamma Mia!</title>
		<link>http://www.carlottacerri.me/2009/03/mamma-mia/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 11:56:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Meryl Streep]]></category>
		<category><![CDATA[Pierce Brosnan]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Mamma Mia! butterà stress, malumore e rabbia alle vostre spalle. Divertente, coinvolgente e scacciapensieri. Da vedere. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_727" class="wp-caption aligncenter" style="width: 440px"><a href="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/03/mamma-mia.jpeg" target="_blank"><img class="size-full wp-image-727 " title="mamma-mia" src="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/03/mamma-mia.jpeg" alt="Meryl Streep, Julie Walters, Christine Baranski" width="430" height="285" /></a><p class="wp-caption-text">Meryl Streep, Julie Walters, Christine Baranski</p></div>
<ul>
<li>Un film di Phyllida Lloyd, Usa, Gran Bretagna, Germania 2008, Universal Pictures</li>
<li>Con Meryl Streep (Donna), Amanda Seyfried (Sophie), Pierce Brosnan (Sam Carmichael), Colin Firth (Harry Bright), Stellan Skarsgard (Bill), Dominic Cooper (Sky).</li>
<li>Titolo originale: Mamma Mia!</li>
<li>Genere: Commedia, Musical</li>
<li>Guardate il trailer in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=FKx_14vJNZg">lingua originale</a> o <a href="http://www.youtube.com/watch?v=EAf1a3aXEN0">in italiano</a>.</li>
</ul>
<p>Una scarica di buon umore. Anche chi generalmente evita i musical sul grande schermo, non vorrà rinunciare a queste due ore di pura allegria sulle note senza tempo degli Abba.</p>
<p>Tutto parte da <em>I have a dream, </em>il sogno di Sophie di camminare verso l&#8217;altare a braccetto di quel padre che non ha mai conosciuto. Un padre letto solo sulle pagine del diario di sua madre ragazza che scrive <em>Honey Honey, how he thrills me, ha-hah, Honey Honey</em>. Un uomo che ha tradito e abbandonato, ma che riconquista con uno sguardo e <em>Mamma Mia! Here I go again! My My, I can I resist you?. </em>Ma anche un uomo che non l&#8217;ha mai dimenticata e che tenta di rimediare quando, però, sembra ormai troppo tardi – <em>The Winner Takes It All</em>, tutte le parole sono state spese,  gli assi giocati, il dolore vissuto e il destino accettato. E ancora un uomo che non si arrende e alla fine ottiene quel <em>I do, I do, I do, I do, I do</em> che scioglie la corazza di una donna forte ed indipendente che aveva rinunciato all&#8217;amore dai tempi di quel diario su cui racchiudeva i suoi segreti.</p>
<p>Il tutto su un&#8217;isola greca da sogno nel mezzo del mare di Afrodite e intervallato da<em>S.O.S</em>., <em>Gimme! Gimme! Gimme</em>!, <em>Dancing Queen </em>e tutti quei successi che hanno consacrato gli Abba alla storia.</p>
<div id="attachment_728" class="wp-caption alignleft" style="width: 212px"><a href="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/03/mamma-mia-cover.jpg"><img class="size-medium wp-image-728" title="mamma-mia-cover" src="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/03/mamma-mia-cover-202x300.jpg" alt="La locandina del film Mamma Mia!" width="202" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La locandina del film Mamma Mia!</p></div>
<p>Una Meryl Streep divina, che a quasi sessant&#8217;anni balla e canta e sorprende ancora con quella vulcanica carica di energia – l&#8217;argento vivo scorre nelle sue vene – e quella sensualità di donna non particolarmente bella, ma che sa come piacere ed ammaliare. Un&#8217;attrice da Oscar che rispolvera il suo bagaglio teatrale e lo fa divertendo – e chiaramente divertendosi – ed emozionando.</p>
<p>Dolcissima, bravissima e bellissima Amanda Seyfried nelle vesti della sognatrice Sophie dalla splendida voce conivolgente e gli adorabili e sognanti occhi blu che sprizzano gioia e romanticismo.</p>
<p>Esuberanti e divertenti Rosie e Tanya, amiche e confidenti di Donna, interpretate da Christine Baranski e Julie Walters – quest&#8217;ultima in un&#8217;indimenticabile <em>Take A Chance On Me</em>.</p>
<p>Pierce Brosnan si sentiva senza dubbio più a suo agio – e ci piaceva di più – nei panni dell&#8217;intrigante Thomas Crown in <em>The Thomas Crown Affair</em> o dell&#8217;irresistibile James Bond sulle note di <em>Die Another Day</em>, ma quei suoi goffi passi di danza e quella voce non esattamente da cantante pop gli vengono perdonati prima in virtù della volontà di mettersi in gioco nell&#8217;affrontare un film completamente fuori dalle sue corde e addirittura apprezzati quando si presenta nei titoli di coda con petto villoso esposto, pantaloni a zampa di elefante e stivali a punta cantando e ballando la mitica <em>Waterloo</em>.</p>
<p>Insomma, avete avuto una di quelle giornate in cui niente va nel verso giusto? <em>Mamma Mia!</em> non potrà certamente rimediare alle cavolate dette o fatte, ma senza dubbio butterà stress, malumore e rabbia alle vostre spalle.</p>
<p>Divertente, coinvolgente – impossibile non muovere i piedi a ritmo di musica o, se in compagnia, cantare a squarciagola – e scacciapensieri. Da vedere.</p>
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		<title>W.</title>
		<link>http://www.carlottacerri.me/2009/03/w/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 18:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Oliver Stone]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Decisamente dimenticabile. Non quello che mi aspettavo da Stone che racconta Bush. Lento, noioso e prevedibile. Tre le noti positive del film.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_702" class="wp-caption aligncenter" style="width: 440px"><a href="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/03/w.jpeg" target="_blank"><img class="size-full wp-image-702 " title="W." src="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/03/w.jpeg" alt="Josh Brolin" width="430" height="344" /></a><p class="wp-caption-text">Josh Brolin</p></div>
<ul>
<li>Un film di Oliver Stone, USA 2008.</li>
<li>Con Josh Brolin (George W. Bush), Elizabeth Banks (Laura Bush), Thandie Newton (Condoleezza Rice), James Cromwell (George H.W. Bush), Ellen Bursyn (Barbara Bush), Richard Dreyfuss (Dick Cheney).</li>
<li>Titolo originale: W.</li>
<li>Genere: Biografico</li>
<li>Guardate il trailer in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=sg7vwicPx98">lingua originale</a> o <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Fbjq2LELhW0">in italiano</a>.</li>
</ul>
<p>Decisamente dimenticabile. Non quello che mi aspettavo da Stone che racconta Bush. Lento, noioso e prevedibile.</p>
<p>Al di là della tecnica cinematografica di cui Stone pare – volutamente, forse – dimenticarsi, W. non aggiunge nulla alla noiosa storia del figlio di papà ribelle e mezzo alcolizzato, pecora nera di una illustre famiglia americana, che sogna il baseball e si ritrova invece sul tetto del mondo per uno scherzo del destino. Già letto tutto su Wikipedia. Già visto tutto in TV nei passati 8 anni.</p>
<p>Non ci voleva certo Stone a raccontarci che alla Casa Bianca comandavano Cheney e Rove, che Bush era un incapace scansafatiche nella scuola e nel lavoro e che è diventato un incapace uomo politico – un video di un qualsiasi suo discorso sarebbe sufficiente a rendere l&#8217;idea – e burattino manovrato da forze che ben sapevano sfruttare la sua ottusità, che le armi di distruzione di massa in Iraq erano una scusa per mettere le mani sul petrolio, unico vero movente della guerra.</p>
<div id="attachment_701" class="wp-caption alignleft" style="width: 223px"><a href="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/03/w-cover.jpeg"><img class="size-medium wp-image-701 " title="w-cover" src="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/03/w-cover-213x300.jpg" alt="La locandina del film" width="213" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La locandina del film</p></div>
<p>E se questo non bastasse, Stone menziona solo di striscio avvenimenti invece fondamentali come l&#8217;11 settembre – forse per non cadere ancor più nel banale? – e  fa finire il film proprio quando, forse, avrebbe dovuto iniziare: nel 2004, all&#8217;alba delle nuove elezioni. E allora sì che il film acquisirebbe interesse e quella W. del titolo avrebbe un duplice, intrigante significato se associata anche alla parola inglese &#8221; Why&#8221;. Perché. Perché mai milioni di americani avrebbero rieletto un Presidente evidentemente fallimentare. Forse quello che più mi aspettavo da questo film è proprio una risposta – una qualunque, anche completamente fuori luogo – a questa domanda.</p>
<p>Ma nonostante tutto l&#8217;obiettivo ultimo di Stone può dirsi centrato: la critica è velatamente, ma efficacemente e dolorosamente pungente. Stone sembra quasi esimere parzialmente Bush – succube del padre  e invidioso del fratello in casa e dominato da figure più carismatiche di lui alla Casa Bianca – dalle responsabilità del suo governo, raffigurandolo così come un fallimentare bamboccio che si è trovato a giocare con le sorti del mondo. Critica ben più aspra di qualsiasi esplicito attacco.</p>
<p>Tre le noti positive del film.</p>
<ul>
<li>La colonna sonora, dalla musica country alla &#8220;What a wonderful world&#8221; di Armstrong, volutamente grottesca e canzonatoria.</li>
<li>La scena iniziale che riprende di spalle Bush Jr., nel mezzo di uno stadio di baseball deserto, con la standing ovation del pubblico solo nella sua mente, che alza le mani al cielo a formare una grande W stilizzata.</li>
<li>Josh Brolin che, anche se a tratti decisamente forzato e lievemente caricaturale, porta in scena una interpretazione di Bush, anche fisicamente, che rasenta la perfezione.</li>
</ul>
<h3>Le mie frasi peferite:</h3>
<p><strong>George Herbert Walker Bush</strong>: Who do you think you are&#8230; a Kennedy? You&#8217;re a Bush. Act like one.</p>
<p><strong>Giornalista asiatica</strong>: Mr. President, what place do you think you will have in history?<br />
<strong>George W. Bush</strong>: History? In history we&#8217;ll all be dead!</p>
<p><strong>Karl Rove</strong>: The American people want revenge. They liked Afghanistan, they want more!</p>
<p><strong>George W. Bush</strong>: Who&#8217;s ever remembered the son of a president?<br />
<strong>Laura Bush</strong>: John Quincy Adams!<br />
<strong>George W. Bush</strong>: Yeah, but that was like, three hundred years ago, wasn&#8217;t it?</p>
<p><strong>Reporter 1</strong>: Mr. Bush, Mr. Bush, you didn&#8217;t talk much about education. What are your plans for reform?<br />
<strong>George W. Bush</strong>: Well, uh, I&#8217;m gonna deregulate school districts so that teachers and administrators can, you know, can develop programs to best fit their kids<br />
<strong>Reporter 2</strong>: Sir, are you proposing to measure student&#8217;s progress?<br />
<strong>George W. Bush</strong>: Oh, well, we need to make a wholesale effort against racial profiling, you know? Which is, uh, illiterate children. You need to be able to teach a child to read and then he or her will be able to pass a literacy test.</p>
<p><strong>Karl Rove</strong>: If you can&#8217;t stand in front of those guys two minutes and come up with one plausible answer what the hell are we running for governor for?<br />
<strong>George W. Bush</strong>: Just tell me what to do, whatever it takes. Look, if I need to read the whole damn Constitution I&#8217;ll do it.</p>
<p><em><a href="http://onetranslationperday.wordpress.com/2009/03/10/w-citazioni/">Qui</a> la mia versione italiana.</em></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Nessuna Verità</title>
		<link>http://www.carlottacerri.me/2009/02/nessuna-verita/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 18:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Di Caprio]]></category>
		<category><![CDATA[Ridley Scott]]></category>
		<category><![CDATA[Russell Crowe]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Se siete in vena di azione, questo è un buon film, sufficientemente veloce, non troppo impegnativo per la mente – di più per lo stomaco – e godibile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_656" class="wp-caption aligncenter" style="width: 440px"><a href="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/02/leo.jpg" target="_blank"><img class="size-large wp-image-656 " title="Body of Lies" src="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/02/leo-1024x682.jpg" alt="Leo in una scena del film" width="430" height="286" /></a><p class="wp-caption-text">Leo in una scena del film</p></div>
<ul>
<li>Un film di Ridley Scott, Usa 2008, Warner Bros.</li>
<li>Con Leonardo Di Caprio (Roger Ferris), Russell Crowe (Ed Hoffman), Marc Strong (Hani Salaam).</li>
<li>Titolo originale: Body Of Lies</li>
<li>Genere: Azione, Thriller</li>
<li>Guarda il trailer del film in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=avqlxiXmPtM" target="_blank">lingua originale</a> o in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=5pqcwEJVFYk" target="_blank">italiano</a>.</li>
</ul>
<p>Geniale e brutale.</p>
<p>Geniale il titolo – entrambi i titoli, inglese ed italiano: quel corpo creato dalle bugie di tutti i partecipanti al gioco. Quel corpo di menzogne che porta tutti a non fidarsi di nessuno. Quel corpo di bugie che non permette nessuna verità.</p>
<p>Geniali gli sguardi: uno sguardo su tanti mondi, attraverso i quali ci conduce senza smarrirci l&#8217;abile mano di Scott dietro la macchina da presa. Tanti sguardi su un mondo solo, lo sguardo dall&#8217;alto delle telecamere di Ed Hoffman che, con un auricolare all&#8217;orecchio, mentre insegna al figlio a fare pipì o porta la figlia a scuola, combatte una guerra da casa, sacrifica vite umane e ogni giorno crede di salvare il mondo. Lo sguardo senza filtri di Roger Ferris, che combatte la stessa  guerra sul campo di battaglia contro terroristi di cui parla la lingua, conosce ed apprezza la cultura. Lo sguardo del capo dei servizi segreti giordani Hani Salaam, che controlla il suo feudo e combatte per stanare Al-Saleem, cuore e motore di una letale cellula islamica.</p>
<p>Geniale l&#8217;idea: tre uomini appartenenti a diverse culture, con diverse posizioni morali, diverse preoccupazioni, che combattono la stessa guerra. Tre diverse visioni e nessuna verità.</p>
<div id="attachment_657" class="wp-caption alignleft" style="width: 205px"><a href="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/02/cover.jpeg"><img class="size-medium wp-image-657" title="cover" src="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/02/cover-195x300.jpg" alt="La locandina del film" width="195" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La locandina del film</p></div>
<p>Geniale l&#8217;interesse reciproco tra Ferris e Aisha. Il pranzo a casa della sorella di lei che non vede proprio di buon occhio un americano a tavola. Il saluto tra un Ferris consapevole della cultura orientale, che non resiste e porge la mano ad un Aisha che trattiene la mano del desiderio con quella del dovere che le impone, in quanto donna, di rifiutare il contatto con un uomo.</p>
<p>Brutale.</p>
<p>Brutali le torture o punizioni, come le definisce Hani. Brutale la rabbia dei cani che aggrediscono Roger Ferris durante un inseguimento. Brutale l&#8217;estrazione dal corpo di Ferris dei frammenti di ossa dell&#8217;amico che gli appena esploso accanto. Brutali quelle martellate sulle nocche delle dita prima del colpo finale.</p>
<p>Brutali anche per occhi non più impressionabili in un mondo in cui le brutalità entrano quotidianamente nelle nostre case attraverso la scatola nera che teniamo in quell&#8217;angolo del salotto. Brutali anche se già viste, perché sì, Scott non svela nulla di nuovo sul fronte orientale, niente che altri non abbiano già raccontato su questa brutale guerra al terrorismo.</p>
<p>Russel Crowe è ingrassato, marginalmente importante nel film e sicuramente meno <em>gladiatore</em>, ma non per questo meno Russel Crowe. Bella e credibile interpretazione dell&#8217;arroganza occidentale.</p>
<p>Leo è divino. È vero, corre come una ragazzina, ma possiamo concederglielo in cambio di questa performance da fuoriclasse. Ben lungi da quel giovane attore che sulla prua della nave cingeva i fianchi di Kate Winslet e condannava Cèline Dion a cantare per sempre &#8220;My Heart Will Go On&#8221;. Quella è storia passata. Quello era nient&#8217;altro che il sogno, legittimo e giustificato, di milioni di ragazzine. Questo è, finalmente, un attore da consacrare all&#8217;Olimpo cinematografico.</p>
<p>Se siete in vena di azione, questo è un buon film, sufficientemente veloce, non troppo impegnativo per la mente – di più per lo stomaco – e godibile.</p>
<h3>Le mie frasi preferite:</h3>
<p><strong>Roger Ferris:</strong> <em>[Al</em><em> collega]</em> Rules of the day: the car gets immobilized, start shooting, nobody gets traded and everybody dies.</p>
<p><strong>La moglie di Ed: </strong>Ed, it&#8217;s six o&#8217;clock in the morning.<br />
<strong>Ed Hoffman: </strong>Saving civilization, honey.</p>
<p><strong>Ed Hoffman:</strong> <em>[A Ferris]</em> They&#8217;re looking going, &#8220;Who is it we&#8217;re fighting?&#8221; In a situation like this, your friends dress just like your enemies and your enemies dress like your friends. What I need you to fully understand is that these people, they do not wanna negotiate. Not at all.</p>
<p><strong>Ed Hoffman:</strong><em> [A Ferris]</em> We are an easy target and our world as we know it is a lot simpler to put to an end than you might think.</p>
<p><strong>Ed Hoffman:</strong> <em>[A Ferris] </em>Because you do know we&#8217;re at war, right? Your friend, who you must have had some intense cross-cultural eye contact with was a terrorist a-hole, who turned out to be a coward who wanted to go to Disneyland.</p>
<p><strong>Roger Ferris:</strong> <em>[Al terrorista Al-Saleem]</em> But are you pure or are you just as corrupt as the capitalist Westerners that you despise? To me, you are fucking slaves. You&#8217;re slaves to the Saudi oil sheiks and the Wahabi oil money that funds you. And when that oil money runs out, my friends you will all fucking disappear into the ashes of history.</p>
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		<title>Gia, una donna oltre ogni limite</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 14:57:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Angelina Jolie]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[C'è qualcosa di affascinante nelle storie di quegli individui che hanno tutto, tengono il mondo nel palmo della loro mano, e invece di goderselo, lo gettano via. La felicità è così vicina eppure non fa per loro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_648" class="wp-caption aligncenter" style="width: 327px"><a href="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/02/gia.jpg"><img class="size-full wp-image-648" title="gia" src="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/02/gia.jpg" alt="Gia con Linda (Elizabeth Mitchell) e la madre (Mercedes Ruehl)" width="317" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Gia con Linda e la madre Kathleen</p></div>
<ul>
<li>Un film di Michael Cristofer, USA 1998.</li>
<li>Con Angelina Jolie (Gia), Elizabeth Mitchell (Linda), Faye Dunaway (Wilhemina Cooper), Mercedes Ruehl (Kathleen Carangi).</li>
<li>Titolo originale: Gia</li>
<li>Genere: drammatico, biografico (vietato ai minori di 18 anni).</li>
<li>Guardate il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=_Zpv1laHYp4" target="_blank">trailer</a> del film (in lingua originale).</li>
</ul>
<p>Questa è la storia di una bambina dagli occhi dolci che vede i genitori litigare e la madre partire per chissà dove. È la storia di una cameriera dai capelli neri e lo sguardo provocante che a cavallo tra gli anni &#8216;70 e &#8216;80 diventa una supermodella in una New York in cui la moda è bionda con gli occhi azzurri. È la storia di una ragazza lesbica – o bisessuale – che si innamora perdutamente, conquista ma poi si vede rifiutata.  È la storia di un cucciolo in cerca di amore, continuo ed incondizionato amore, senza il quale non sa vivere (<strong><em>&#8220;</em></strong><em>She was like a puppy. It&#8217;s like, love me, love me, love me. I did. I did. I did right away&#8221;). </em>È la storia di una ribelle dal contraddittorio mondo interiore che si concede troppo ingenuamente alla cocaina e all&#8217;eroina. È la storia di una donna che, pentita dei suoi errori, si riprende la sua vita poco prima che gliela rubi l&#8217;AIDS.</p>
<p>Questa è la storia di Gia Marie Carangi – in arte semplicemente Gia – ed è una storia vera, rubata dal regista Michael Cristofer dal diario su cui la supermodella custodiva la sua vita.</p>
<div id="attachment_649" class="wp-caption alignright" style="width: 170px"><a href="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/02/gia-dvd.jpg"><img class="size-full wp-image-649 " title="gia-dvd" src="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/02/gia-dvd.jpg" alt="La copertina del DVD" width="160" height="219" /></a><p class="wp-caption-text">La copertina del DVD</p></div>
<p>Chi scrive che Angelina Jolie non sa recitare, non ha mai visto Gia. Gia è il film che ha annunciato al mondo la sua presenza nel cinema Holliwoodiano. Gia è il film che l&#8217;ha consacrata all&#8217;Olimpo cinematografico. Angelinain questo ruolo è superba, perfetta nel contradditorio mix di emozioni e razionalità in equilibrio precario tra forza travolgente e disperata fragilità. Angelina <strong>è</strong> Gia, con tutta la sua bellezza, la sua sensualità, la sua volgarità provocante ed il suo fascino magnetico.</p>
<p>Memorabile la crescente storia d&#8217;amore tra Gia e Linda, le loro cadute, le loro risalite, quel servizio fotografico di nudo in cui si sfiorano per la prima volta, quella notte d&#8217;amore magistralmente filmata in cui si concedono l&#8217;una all&#8217;altra, quella scenata di una Gia completamente nuda davanti ad un ascensore pieno di persone, quel tentativo di Gia di riprendersi Linda davanti agli occhi basiti del fidanzato di lei, quell&#8217;ultimatum di Linda che obbliga Gia a scegliere tra la droga e la loro storia d&#8217;amore.</p>
<p>Affascinante, imprevedibile, eccitante la prima parte del film, la nascita di una star indiscussa della moda, la via verso il successo mondiale e i primi sintomi dell&#8217;autodistruzione. Decisamente più prevedibile la seconda parte, quel terribile declino – visto e rivisto sul grande e sul piccolo schermo – di una ragazza che sceglie troppo tardi di riprendere in mano la propria vita.</p>
<p>C&#8217;è qualcosa di affascinante nelle storie di quegli individui che hanno tutto, tengono il mondo nel palmo della loro mano, e invece di apprezzarlo e goderselo, lo bruciano, lo gettano via. La felicità è così vicina eppure non fa per loro.</p>
<p>Questa è la storia di Gia, una ragazza che aveva tutto e tutto ha perso.</p>
<h3>Le mie frasi preferite:</h3>
<h3><span style="font-weight: normal; font-size: 13px;"><strong>Linda:</strong> Sometimes I think she was a different person to everybody. Sometimes I knew who she was. Sometimes I didn&#8217;t. Anybody who tries to tell you exactly who she was, they didn&#8217;t know her at all.</span></h3>
<p><strong>Bruce </strong><strong>Cooper:</strong> Sex was really easy. There was sex everywhere. It didn&#8217;t really mean too much. Love, love was the hard thing to find. Even if you were looking for it, which not too many people were. And even if you found it, which not too many people did, even if it was right there in front of you. No, how could you see it with all the sex in the way?</p>
<p><strong>Gia:</strong> Hey. Where you going?<br />
<strong>Linda:</strong> Gia.<br />
<strong>Gia:</strong> What happened? What&#8217;s the matter?<br />
<strong>Linda:</strong> You&#8230; You don&#8217;t have any clothes on.<br />
<strong>Gia:</strong> Don&#8217;t change the subject.<br />
<strong>Linda:</strong> I have a boyfriend.<br />
<strong>Gia:</strong> So?<br />
<strong>Linda:</strong> So I have to go.<br />
<strong>Gia:</strong> I have to go. I have to go. Everybody has to go. Where the fuck does everybody go when they have to go?<br />
<strong>Linda:</strong> You had&#8211; I&#8211; You and I had&#8211; I mean, it was&#8230;. I had&#8211; I&#8217;m&#8211; I&#8217;m really very square.<br />
<strong>Gia:</strong> So am I.<br />
<strong>Linda:</strong> Yeah, I can see that. (Gia è nuda sul pianerottolo, davanti all&#8217;ascensore)</p>
<p><strong>Francesco:</strong> I know, I know. Life is so disappointing. Here you are. You have arrived. You are here. This is your moment. What do you have? You have pain. You have everything. What do you have? You have nothing. Everything is right, or everything is wrong. It&#8217;s disappointing, it&#8217;s confusing. This is life. What can we do?<br />
<strong>Gia:</strong> People keep going away from me, that hurts.<br />
<strong>Francesco:</strong> Work. You have a gift, use it. Life, life will be there later. When you have worked, and you have lived, and you know who you are, life is easy. Work. It&#8217;s the only answer I know.<br />
<strong>Gia:</strong> I should have been a rock star. But I can&#8217;t sing.<br />
<strong>Francesco:</strong> Work now. You&#8217;ll live later, hm?<br />
<strong>Gia:</strong> Hmm, hmm. You&#8217;d say anything to get that shot.<br />
<strong>Francesco:</strong> Hmm, yeah. In this case I am saying the truth.</p>
<p><strong>Gia:</strong> I could learn photography. That could be something to want. I could photograph children. I could have my own children. I would give them yellow roses. And if they got too loud, I would just put them some place quiet. Put them in the oven. And I would kiss them every day, and tell them you don&#8217;t have to be anybody, because I would know that being somebody doesn&#8217;t make you anybody anyway.</p>
<p><strong>Gia:</strong> I&#8217;m a model. I&#8217;m not supposed to talk, I&#8217;m supposed to just look beautiful.</p>
<p><strong>Ragazza al centro riabilitazione:</strong> &#8230; I&#8217;m some kid from Ohio, reading fashion magazines, looking at your picture and thinking I&#8217;m supposed to look like that and going fucking crazy because I don&#8217;t. Because nobody told me it was a lie. Because the magazine doesn&#8217;t come with a label that says, &#8220;Caution: This is a lie. Nobody looks like this&#8221;. Not even you.</p>
<p><strong>Gia:</strong> You know what I think? I think there&#8217;s a reason for everything. And I think that there&#8217;s a plan for everyone. And I think that God has a big plan for me. Just not in this life.</p>
<p>Leggete <a href="http://onetranslationperday.wordpress.com/2009/02/23/gia-frasi-preferite/" target="_blank">qui</a> la mia versione italiana.</p>
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		<title>Changeling</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 15:45:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Angelina Jolie]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Clint Eastwood]]></category>
		<category><![CDATA[John Malkovich]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Clint Eastwood sempre al di sopra delle aspettative. Una Angelina Jolie di una bravura affascinante e commovente. Un John Malkovich che... è John Malkovich e tanto basta. Da vedere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_627" class="wp-caption aligncenter" style="width: 423px"><a href="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/02/changeling.jpg"><img class="size-full wp-image-627 " title="changeling" src="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/02/changeling.jpg" alt="Angelina Jolie" width="413" height="322" /></a><p class="wp-caption-text">Angelina Jolie nella locandina del film</p></div>
<ul>
<li>Un film di Clint Eastwood, Usa 2008, Universal Pictures</li>
<li>Con <a href="http://www.carlottacerri.me/category/cinema/attori/angelina-jolie/" target="_blank">Angelina Jolie</a> (Christine Collins), <a href="http://www.carlottacerri.me/category/cinema/attori/john-malkovich/" target="_self">John Malkovich</a> (Reverendo Gustav Briegleb), Jeffrey Donovan (Cap. J.J. Jones), Jason Butler Harner (Gordon Northcott), Micheal Kelly (Detective Lester Ybarra), Gattlin Griffith (Walter Collins).</li>
<li>Genere: Drammatico, tratto da una storia vera.</li>
<li>Titolo originale: Changeling</li>
<li>Guarda il trailer del film in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=57_t2BFZaK8" target="_blank">lingua originale</a> o in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=eXsn1wvlJ0w" target="_blank">italiano</a>.</li>
</ul>
<p>Una storia vera, recuperata negli archivi delle carte processuali degli anni &#8216;20 a Los Angeles. Una donna di un coraggio disarmante, quasi surreale, che lotta per una vita ormai ormai spezzata, ma pur sempre vita. Una polizia malvagia e corrotta in cerca di quella gloria che può ottenere solo risolvendo un caso importante. La crudeltà di un assassino psicopatico che va oltre ogni limite di sopportazione mentale e fisica. L&#8217;impari lotta dell&#8217;individuo contro un potere che si arroga qualsiasi diritto di limitazione delle libertà in nome di presunte esigenze di sicurezza – troppo attuale per essere storia.</p>
<p>Siano a Los Angeles, 1920. Catherine Collins, madre nubile e lavoratrice, denuncia la scomparsa del figlio Walter di nove anni. La polizia dopo cinque mesi le riporta a casa un bambino dall&#8217;aspetto simile, ma di sette centrimetri più basso e circonciso. Evidentemente non suo figlio. Lei non lo riconosce, rivuole il suo vero bambino, ma la polizia è ormai rapita dalla gloria del successo. Ma lei resiste. La accusano di preferire la libertà alle responsabilità e la fanno internare in un ospedale psichiatrico dove l&#8217;orrore si fa realtà – docce gelate, perquisizioni vaginali e donne rinchiuse solo per aver tentato di far valere i propri diritti. La libertà è un foglio che lei non firmerà mai e che dichiara che quel bambino è suo figlio. Ma Christine resiste. Un pugnace prete presbiteriano interviene e lei è libera, ma diffamata: è una donna che rifiuta il sangue del suo sangue a patto di essere libera. Ma ancora resiste. Un folle criminale viene arrestato per il massacro di venti bambini tra cui, forse, anche Walter. Ma lei, imperterrita, resiste. Con l&#8217;aiuto di un grande avvocato che sposa la sua causa vede fare finalmente giustizia. Una giustizia, però, che non le risporta a casa il suo Walter. Me lei resiste.</p>
<p>Due ore e ventun minuti di una sofferenza talmente devastante da non concedere nemmeno il lusso di una lacrima rigeneratrice. Due ore e ventun minuti di incredulità, di indignazione, di teste scosse, di stomaci in fiamme, di respiri affannati. Due ore e ventun minuti che faranno storia nel cinema.</p>
<p>E non importa se facili critiche bocciano un&#8217;Angelina Jolie per quella che definiscono un&#8217;<em>espressività ingenua, monocorde</em>. Se tengono il broncio a Clint Eastwood per non regalarci quella struggente emotività con la quale ci ha viziati in <em>Mystic River</em> e <em>Million Dollar Baby</em>. Non importa nemmeno se avrebbero preferito qualche sforbiciata qua e là.</p>
<p>Nel giro di poche settimane, Clint Eastwood per me fa il bis: l&#8217;avevo lasciato in singhiozzi soffocati solo dalle lacrime in <em>Gran Torino</em> e lo ritrovo qui, abile burattinaio dietro una storia raccontata con toccante pudore in una magistrale ricostruzione d&#8217;epoca. Angelina Jolie è di una commovente ed affascinante bravura, paragonabile solo a certe grandi icone della vecchia Holliwood – torna alla mente quella Bett Davis di <em>All About Eve</em>. John Malkovich è sempre ed inconfondibilmente il grande John Malkovich.</p>
<p><em>Changeling</em> è superiore ad ogni elogio.</p>
<h3>Le mie frasi preferite:</h3>
<p><strong>Christine Collins</strong>: Your father never met you. How can he not like you?<br />
<strong>Walter Collins</strong>: So why did he leave?<br />
<strong>Christine Collins</strong>: Well, because the day you were born, something arrived in the mail. It was in a box a little bit bigger than you. You know what it was? Something called responsibility. And to some people responsibility is the scariest thing in the world.</p>
<p><strong>Capt. J.J. Jones</strong>: You know what your problem is, Mrs. Collins? You&#8217;re trying to shirk your responsibility as a mother. You enjoy to be a free woman, don&#8217;t you?</p>
<p><strong>Christine Collins</strong>: Fuck you and the horse you rode in on.</p>
<p><strong>Christine Collins</strong>: I used to tell Walter, &#8220;Never start a fight, but always finish it.&#8221; I didn&#8217;t start this fight, but by God, I&#8217;m going to finish it.</p>
<p><strong>Christine Collins</strong>: Three boys tried to escape that night, and if one boy got away then maybe one or both of the other two escaped too. Maybe he&#8217;s out there somewhere, afraid to tell the truth, afraid of what will happen to him or to me. But one thing I know is that boy gave me something I didn&#8217;t have before.<br />
<strong>Detective Lester Ybarra</strong>: What&#8217;s that?<br />
<strong>Christine Collins</strong>: Hope.</p>
<p><em>Cliccate </em><a href="http://onetranslationperday.wordpress.com/2009/02/20/changeling-frasi-preferite/" target="_blank"><em>qui</em></a><em> per la mia versione italiana.</em></p>
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		<title>Un più a Pop Porno</title>
		<link>http://www.carlottacerri.me/2009/02/un-piu-a-pop-porno/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 10:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[– Che si dice in Italia musicalmente parlando?
– Pop Porno!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_812" class="wp-caption aligncenter" style="width: 442px"><a href="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/05/popporno.png"><img class="size-full wp-image-812" title="popporno" src="http://www.carlottacerri.me/wp-content/uploads/2009/05/popporno.png" alt="Il Genio nel video Pop Porno" width="432" height="324" /></a><p class="wp-caption-text">Il Genio nel video Pop Porno</p></div>
<p>La prima volta che ho ascoltato – sentito, perché da ascoltare c&#8217;è poco – e visto Pop Porno è stata a Natale, al mio ritorno in patria. Alla domanda &#8220;Allora, che si dice in Italia musicalmente parlando?&#8221;, la risposta di mia sorella è stata &#8220;Pop Porno&#8221; muovendo le spalle come fa lei nel video. &#8220;Che??&#8221; la mia reazione con tanto di mano con le dita racchiuse a toccarsi le punte a mo&#8217; di mafioso siculo.</p>
<p>In Italia si dice Pop Porno.</p>
<p>Arrivo tardi e il tormentone è forse già passato, ma preparando l&#8217;intervista a Il Genio – Gianluca De Robertis e Alessandra Contini – e guardando alcuni video su YouTube, devo ammettere che – a sorpresa – questi due mi piacciono.</p>
<p>Lui con quella voce bassa e seria, frangia ribelle e basettoni, quel cinismo da ragazzo colto e tormentato che risponde alla domanda &#8220;Come è nato il video?&#8221; con testuali parole:</p>
<blockquote><p><span>«Abbiamo pensato: “Facciamo qualcosa di originale nella musica: abbiniamo un video alla canzone!”. E così abbiamo fatto».</span></p></blockquote>
<p>Lei con quella frangetta alla Uma Thurman di Pulp Fiction, lo sguardo biricchino e sensuale e quella vocina un po&#8217; timida e un po&#8217; infantile mentre dice:</p>
<blockquote><p>«Il balletto è stata un&#8217;idea meravigliosa di Stefano Mordini&#8230; peccato che noi lo abbiamo poi rovinato eseguendolo in maniera assolutamente non professionale!»</p></blockquote>
<p>Due amici che vivono insieme, ma non stanno insieme. Due musicisti che in una sera di &#8220;cazzeggio&#8221; – come direbbe Gianluca – scrivono il testo di una canzone per poi chiuderla in un cassetto e ricordarsene anni dopo poco prima di incidere il disco. Almeno è una storia originale.</p>
<p>E se poi il video del tormentone ci riporta ad un Godard di 46 anni prima, con quella Nanà sorridente, ma sola e disperata che balla un twist spietato e sofisticato intorno al biliardo per attirare lo sguardo di un lui che la ignora e continua a giocare&#8230;</p>
<p>Beh, allora sì, il mio &#8220;più&#8221; a Il Genio.</p>
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