L’altro giorno, leggendo un articolo di benessere, mi sono imbattuta in un curioso consiglio per la cura delle mani. Parafrasando sulla base di vaghe reminiscenze, faceva più o meno così: in inverno è specialmente importante scegliere una crema mani più grassa e non dimenticare di applicarla sulle palme.

Ed è qui che mi sono fermata e, dopo una risata tra il divertito e l’esterrefatto, mi sono ripromessa di dedicarci un post su Lingos&Co.

Foscolo scriveva ai suoi cari «ma io deluse a voi le palme tendo». Ma lui era Foscolo.

Un toscano innamorato porta la sua bella «in palma di mano». Ma lui è toscano.

Io, che non sono né Foscolo né toscana, mi affido — come sempre — alle regole che dicono: «palmo» è sostantivo maschile che al plurale non cambia genere e fa «palmi». La versione femminile è un toscanismo ed è usata in letteratura e in espressioni come, appunto, «portare in palma di mano» o «tenere qualcuno in palma di mano».

Immagino, quindi, che l’articolo fosse scritto da un toscano perché altrimenti, fino a prova contraria, le palme ci offrono una tregua dal solleone sulle spiagge tropicali e la crema non bisogna dimenticare — specialmente in inverno — di spalmarla sui palmi delle mani.

Ricapitoliamo:

?: La mano ha un palmo o una palma?
!: Palmo della mano. «Palmo» è sostantivo maschile che al plurale non cambia genere e fa «palmi».

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