Gia con Linda (Elizabeth Mitchell) e la madre (Mercedes Ruehl)

Gia con Linda e la madre Kathleen

  • Un film di Michael Cristofer, USA 1998.
  • Con Angelina Jolie (Gia), Elizabeth Mitchell (Linda), Faye Dunaway (Wilhemina Cooper), Mercedes Ruehl (Kathleen Carangi).
  • Titolo originale: Gia
  • Genere: drammatico, biografico (vietato ai minori di 18 anni).
  • Guardate il trailer del film (in lingua originale).

Questa è la storia di una bambina dagli occhi dolci che vede i genitori litigare e la madre partire per chissà dove. È la storia di una cameriera dai capelli neri e lo sguardo provocante che a cavallo tra gli anni ‘70 e ‘80 diventa una supermodella in una New York in cui la moda è bionda con gli occhi azzurri. È la storia di una ragazza lesbica – o bisessuale – che si innamora perdutamente, conquista ma poi si vede rifiutata.  È la storia di un cucciolo in cerca di amore, continuo ed incondizionato amore, senza il quale non sa vivere (She was like a puppy. It’s like, love me, love me, love me. I did. I did. I did right away”). È la storia di una ribelle dal contraddittorio mondo interiore che si concede troppo ingenuamente alla cocaina e all’eroina. È la storia di una donna che, pentita dei suoi errori, si riprende la sua vita poco prima che gliela rubi l’AIDS.

Questa è la storia di Gia Marie Carangi – in arte semplicemente Gia – ed è una storia vera, rubata dal regista Michael Cristofer dal diario su cui la supermodella custodiva la sua vita.

La copertina del DVD

La copertina del DVD

Chi scrive che Angelina Jolie non sa recitare, non ha mai visto Gia. Gia è il film che ha annunciato al mondo la sua presenza nel cinema Holliwoodiano. Gia è il film che l’ha consacrata all’Olimpo cinematografico. Angelinain questo ruolo è superba, perfetta nel contradditorio mix di emozioni e razionalità in equilibrio precario tra forza travolgente e disperata fragilità. Angelina è Gia, con tutta la sua bellezza, la sua sensualità, la sua volgarità provocante ed il suo fascino magnetico.

Memorabile la crescente storia d’amore tra Gia e Linda, le loro cadute, le loro risalite, quel servizio fotografico di nudo in cui si sfiorano per la prima volta, quella notte d’amore magistralmente filmata in cui si concedono l’una all’altra, quella scenata di una Gia completamente nuda davanti ad un ascensore pieno di persone, quel tentativo di Gia di riprendersi Linda davanti agli occhi basiti del fidanzato di lei, quell’ultimatum di Linda che obbliga Gia a scegliere tra la droga e la loro storia d’amore.

Affascinante, imprevedibile, eccitante la prima parte del film, la nascita di una star indiscussa della moda, la via verso il successo mondiale e i primi sintomi dell’autodistruzione. Decisamente più prevedibile la seconda parte, quel terribile declino – visto e rivisto sul grande e sul piccolo schermo – di una ragazza che sceglie troppo tardi di riprendere in mano la propria vita.

C’è qualcosa di affascinante nelle storie di quegli individui che hanno tutto, tengono il mondo nel palmo della loro mano, e invece di apprezzarlo e goderselo, lo bruciano, lo gettano via. La felicità è così vicina eppure non fa per loro.

Questa è la storia di Gia, una ragazza che aveva tutto e tutto ha perso.

Le mie frasi preferite:

Linda: Sometimes I think she was a different person to everybody. Sometimes I knew who she was. Sometimes I didn’t. Anybody who tries to tell you exactly who she was, they didn’t know her at all.

Bruce Cooper: Sex was really easy. There was sex everywhere. It didn’t really mean too much. Love, love was the hard thing to find. Even if you were looking for it, which not too many people were. And even if you found it, which not too many people did, even if it was right there in front of you. No, how could you see it with all the sex in the way?

Gia: Hey. Where you going?
Linda: Gia.
Gia: What happened? What’s the matter?
Linda: You… You don’t have any clothes on.
Gia: Don’t change the subject.
Linda: I have a boyfriend.
Gia: So?
Linda: So I have to go.
Gia: I have to go. I have to go. Everybody has to go. Where the fuck does everybody go when they have to go?
Linda: You had– I– You and I had– I mean, it was…. I had– I’m– I’m really very square.
Gia: So am I.
Linda: Yeah, I can see that. (Gia è nuda sul pianerottolo, davanti all’ascensore)

Francesco: I know, I know. Life is so disappointing. Here you are. You have arrived. You are here. This is your moment. What do you have? You have pain. You have everything. What do you have? You have nothing. Everything is right, or everything is wrong. It’s disappointing, it’s confusing. This is life. What can we do?
Gia: People keep going away from me, that hurts.
Francesco: Work. You have a gift, use it. Life, life will be there later. When you have worked, and you have lived, and you know who you are, life is easy. Work. It’s the only answer I know.
Gia: I should have been a rock star. But I can’t sing.
Francesco: Work now. You’ll live later, hm?
Gia: Hmm, hmm. You’d say anything to get that shot.
Francesco: Hmm, yeah. In this case I am saying the truth.

Gia: I could learn photography. That could be something to want. I could photograph children. I could have my own children. I would give them yellow roses. And if they got too loud, I would just put them some place quiet. Put them in the oven. And I would kiss them every day, and tell them you don’t have to be anybody, because I would know that being somebody doesn’t make you anybody anyway.

Gia: I’m a model. I’m not supposed to talk, I’m supposed to just look beautiful.

Ragazza al centro riabilitazione: … I’m some kid from Ohio, reading fashion magazines, looking at your picture and thinking I’m supposed to look like that and going fucking crazy because I don’t. Because nobody told me it was a lie. Because the magazine doesn’t come with a label that says, “Caution: This is a lie. Nobody looks like this”. Not even you.

Gia: You know what I think? I think there’s a reason for everything. And I think that there’s a plan for everyone. And I think that God has a big plan for me. Just not in this life.

Leggete qui la mia versione italiana.

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  1. Francesca said:

    Mar. 2, 2009

    Cara Carlotta,
    vedendo la tua recensione di questo film mi sono stupita. Ho subito pensato: questo film non è piaciuto solo a me??!!?!?!?!

    Leggendoti una frase mi fa un pò male (forse perchè mi definisce):

    “È la storia di un cucciolo in cerca di amore, continuo ed incondizionato amore, senza il quale non sa vivere”

    Hai ragione la storia di Gia è proprio questa. La fragilità ma al tempo stesso la forza di questa ragazza è proprio questa.
    Quando vidi il film ritrovai alcune peculiarità che mi contraddistinguono. A questo punto mi viene da pensare: quanto fanno male e quanto incidono i dolori del passato sul nostro futuro? E’ possibile che non siamo in grado di sfuggire a quel segno, a quel marchio che lasciano?

    Forse si o forse no.
    So solo che quello che siamo ora è il risultato di eventi, dolori, gioie, sentimenti ed emozioni passati.

    Un forte abbraccio

  2. Baby said:

    May. 8, 2009

    Ho finalmente visto questo film. Ti ringrazio per averlo recensito, perché altrimenti non avrei mai saputo della sua esistenza. E’ uno dei film più belli, più intensi che abbia mai visto. Durante il film ho vissuto diversi stati d’animo: ho pensato che Gia fosse una persona completamente folle e priva di senso, che fosse, come l’ha definita Linda, un cucciolo bisognoso d’amore, un amore estremo, quello che poi ho provato nell’ultima parte…non si può odiare un personaggio simile.

    Angelina Jolie ha dimostrato per l’ennesima volta di essere una grandissima attrice. Se non lo hai visto ti consiglio “Ragazze Interrotte”.

    Baci :)

  3. Carlotta said:

    May. 14, 2009

    Sono d’accordo con te. È un film semplice, banale in questo mondo in cui storie simili sono all’ordine del giorno, ma non si può fare a meno di adorarlo, di lasciarsi completamente avvolgere. E pensare che ci sono persone che lo ricordano solo come “il film della scena porno tra Angelina e quella di Lost” (cito testuali parole lette in qualche forum). Poveri.

    Ragazze interrotte. Sarà il prossimo. Grazie!

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